| Mark ( @ 2005-12-02 18:11:00 |
| Current music: | Killswitch Engage - "Rose Of Sharyn" |
Artificial Intelligences (A Snapshot)
Chilometri di vuoto in ogni direzione, e al centro
io.
Dev’essere così che si sente un neurone nel cranio della Fallaci, conati a
parte. Io non ne ho.
Non ho neanche i soldi per un taxi, potenzialmente più
utili. E fuori piove. Un diluvio “a la parisienne”, solo… con l’acqua al posto
del piombo banlieu.
Piove anche dentro, in effetti, il soffitto del capannone
ha più crepe e buchi di un eroinomane, ma meno euforia.
Forse piove anche nel
cranio della Fallaci, spiegherebbe molte cose. A volte vorrei ci piovesse “a la
parisienne”. E sono le volte in cui sono affettuoso.
Ad ogni modo, devo tornare
a casa, ho delle esigenti bionde che mi attendono. E far aspettare una doppio
malto vìola ogni mio principio morale. Figuratevi le modelle che mi attendono a
casa.
Sono bloccato, e il tempo vola. Io no, quindi anche questa è esclusa.
Non
ho scelta. La situazione è illogica, l’unica soluzione plausibile, è ancora più
irrazionale.
Maledicendo la mia progenie e augurando a me stesso anni di stipsi,
compongo il numero di Andy.
Tre squilli, uno scatto, un ronzio sommesso. Una
voce metallica.
Voce: “Risponde la segreteria telefonica di Andy. Cioè io. Nel
senso, la voce è la mia. Cioè di Andy. Ma tecnicamente è la segreteria che
parla. Con la mia voce. Wow. Tipo, avete presente i ventriloqui? Ecco, stesso
meccanismo, mi pare. È come se la voce uscisse dalla pancia della segreteria,
dove c’è la cassetta. Tipo… parto sonoro. No, cioè… non è che ho fatto sesso
con la segreteria, non l’ho ingravidata… credo. Comunque intendevo…”
Io: “Dio,
prendimi….”
Voce: “Impossibile processare richiesta.”
Io: “Ma che diamine…”
Voce:
“Impossibile diamine. Per proseguire in inglese, dite “inglese”. Per la
versione spagnola…
Io: “Uh?… er.. Inglese!”
Voce: “Malese non è un opzione
contemplata dal menu. Non trovato item: Malese. Per proseguire in”
Io: “Inglese,
cazzo… Inglese!”
Voce: “Tres bien. Pour laisser un message,
dites « Je suis ce que je suis et si je suis ce que je suis, qu'est-ce que
je suis ? » ”
Io: “E se invece orinassi sul tuo hard drive?”
Voce:
“Sì certo, ottima idea minacciarmi, Ora sì che sei nella merda, umanoide.”
Io:
“Ma che ca… Passami Andy!”
Voce: “Costringimi”
Io: “Ti ammazzo”
Voce: “Tu… e quale
esercito, Shirley?”
Io: “Formatterò la tua arrogante interfaccia con un ascia
bipenne”
Voce: “Sublime. Avete selezionato la modalità “Aborigeno”. Le rimanenti
opzioni del menù vi saranno illustrate con danze immaginifiche ed onomatopee.”
Scagliai
a terra il cellulare aderendo temporaneamente a svariate religioni
politestiche, per avere più materiale da bestemmiare. Si frantumò emettendo un
suono paradisiaco, molto simile a quello di rotule di commercialista sul
paraurti di un BMW.
Non vedo l’ora di comprare un BMW.
Andy: “Scusa ero in
bagno”
Io: “Ma che cazzo era quell’aggeggio? Senti volevo chieder…”
Stallo. Un
fermo immagine sfocato e traballante, di un film muto in aramaico, bloccato su
un fotogramma indecifrabile. Ecco, credo la mia faccia apparisse così in quel
momento.
Ma coi sottotitoli in lituano. Lituano stretto. Stenografato.
Insomma,
ero perplesso, di una perplessità dolorosa. O forse quello era un embolo. Ma
ero perplesso. E respiravo male. Il male era ovunque, misto all’aria, quindi lo
inalavo involontariamente.
In basso. Plastica e stagno. Il cellulare era
incongrua insensata catasta di sfrigolanti circuiti, a pochi nanometri dalle
mie scarpe. Ma sentivo la voce di Andy. Avete presente la sensazione di uno
sguardo sulla nuca? Come una lama alla gola, solo che è sulla nuca, ed è uno
sguardo.
Mi voltai, con rapidità e grazia bovine, ed eguale acume mentale.
Andy:
“Margarita?”
Io: “Da dove..”
Andy. Sull’uscio del proprio appartamento.
Esattamente dietro di me.
Altro: “Hey, sto tizio ha riattaccato, mi sa che non
funziona bene la segreteria, sai?”
Il profeta, quello uscito dal frigorifero.
Alcuni metri dietro Andy, nel suo appartamento.
Mi guardai istintivamente
intorno in cerca di Wanna Marchi, Bruce Lee, una squadra di croquet e il
testimonial dell’Orzobimbo. Corridoio deserto.
A quanto pare non erano ancora
arrivati al raduno dei miei incubi.
Avran trovato traffico sulla A14. O magari
son fermi all’autogrill, Bruce Lee va pazzo per il Camogli.
Andy: “Vuoi unirti a
noi? Abbiamo già iniziato la partita, ma puoi avere vicolo corto se ti va”
Io:
“Si può entrare a partita iniziata, a Monopoli?”
Andy: “Non so, noi giocavamo a
Risiko”
Chiudo lentamente la porta alle nostre spalle.
Prendo i dadi.
.